COMUNICATO STAMPA
9 Giugno 2026

Voci dalla piscina: Riverside Leisure Centre, Regno Unito

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Oggi ai centri sportivi pubblici non si chiede più soltanto di offrire spazi per praticare attività fisica. Sono diventati punti di riferimento per intere comunità: luoghi in cui benessere, inclusione, socialità e sicurezza convivono quotidianamente. Al Riverside Leisure Centre di Chelmsford, questa visione prende forma in un complesso polifunzionale che unisce piscine, pista di pattinaggio, palestra, sale corsi e aree sportive frequentate ogni anno da migliaia di persone.

In questa intervista, Oliver Neate, coordinatore acquatico del centro, racconta cosa significhi oggi gestire la sicurezza in una moderna struttura natatoria pubblica. Dall’organizzazione della sorveglianza alla formazione del personale, dall’attenzione verso tutti gli utenti alla continuità operativa delle attività, emerge una gestione concreta e quotidiana in cui sicurezza, accessibilità e fiducia del pubblico devono procedere insieme, ogni giorno.

Riverside si affaccia sul fiume Chelmer ed è profondamente legato al tessuto urbano di Chelmsford. Oggi viene vissuto soprattutto come impianto di quartiere e punto di riferimento per la città, oppure riesce ancora ad attrarre utenti anche da un bacino più ampio?

“Riverside è oggi sia un punto di riferimento per il centro di Chelmsford sia una struttura capace di attrarre utenti da un’area più ampia, anche grazie alla presenza di una pista di ghiaccio permanente”.

Riverside non è soltanto una piscina, ma un centro polifunzionale con un forte ruolo civico. In che modo questa identità trasversale influisce sulla gestione dell’area acquatica e sull’esperienza di chi frequenta la struttura?

“Dobbiamo pianificare le attività tenendo conto dell’intero equilibrio del centro. Per esempio, evitiamo di far coincidere le sessioni pubbliche della pista di ghiaccio con le pool fun sessions, perché l’afflusso complessivo diventerebbe troppo elevato per la struttura”.

La vasca ospita attività molto diverse tra loro: nuoto libero, corsi, momenti ricreativi, iniziative inclusive, feste e attività subacquee. Come riuscite a coordinare esigenze così differenti all’interno degli stessi spazi?

“Partiamo sempre dalla domanda del territorio e dalle abitudini del pubblico. Per questo è fondamentale affiancare a un buon programma di scuola nuoto un’offerta solida di sessioni aperte al pubblico, così da riuscire a rispondere a esigenze molto diverse tra loro”.

Le lezioni di nuoto a Riverside sono oggi al completo. È il segnale di una domanda in forte crescita? E, a questo punto, qual è il vero limite: gli spazi disponibili, il personale o il tempo acqua?

“Il limite principale resta lo spazio acqua, soprattutto quando cerchiamo di mantenere un’offerta varia e accessibile a tutte le tipologie di utenti”.

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Quale intervento sul fronte dell’accessibilità ha avuto l’impatto più concreto nella vita quotidiana della piscina?

“La differenza più importante è che oggi persone con esigenze molto diverse possono accedere alla struttura senza che le proprie limitazioni rappresentino più un ostacolo reale”.

Come riuscite a creare un ambiente davvero accogliente anche per quegli utenti i cui bisogni non sono immediatamente visibili?

“Essendo una struttura pubblica, il nostro compito è garantire un ambiente inclusivo per tutti. Per questo investiamo molto nella formazione del personale e adottiamo procedure precise, così da assicurarci che ogni utente si senta accolto e rispettato”.

Cosa significa per voi garantire una buona supervisione in piscina, al di là della semplice presenza del personale sul piano vasca?

“Significa fare in modo che tutte le procedure legate alla sicurezza vengano applicate con attenzione e continuità, e che il personale sia preparato a rispettarle ogni giorno, in ogni situazione”.

Che cosa vi ha fatto capire che la sola supervisione tradizionale non bastava più?

“Sentivamo il bisogno di introdurre strumenti aggiuntivi a supporto dei bagnini, per rafforzare la supervisione complessiva e ridurre al minimo il rischio che un’emergenza possa passare inosservata”.

Nel momento in cui avete valutato un sistema di rilevazione annegamenti, quali aspetti hanno pesato di più nella scelta?

“Per noi contavano soprattutto tre elementi: semplicità d’utilizzo, fiducia da parte del personale e un buon equilibrio tra prestazioni e investimento richiesto”.

Dopo l’introduzione del sistema, la quotidianità dello staff ha subito variazioni?

“L’organizzazione operativa è rimasta sostanzialmente invariata: turni e postazioni non sono cambiati. Il sistema è stato introdotto come supporto aggiuntivo al lavoro degli assistenti bagnanti, non certo per ridurre la presenza del personale sul piano vasca”.

Qual è stata la miglioria più significativa nella gestione quotidiana?

“Uno degli aspetti più utili è la possibilità di rivedere gli episodi e analizzarli a posteriori. Questo rende i momenti di confronto con il personale molto più concreti ed efficaci”.

Quanto cambia Riverside tra l’anno scolastico, i periodi di vacanza e le settimane con eventi particolari?

“Riverside mantiene un’affluenza elevata durante tutto l’anno, anche se gli equilibri interni cambiano a seconda della stagione. Nei mesi invernali, per esempio, la pista di ghiaccio tende a richiamare più pubblico, mentre in estate aumenta soprattutto la frequentazione della piscina. Altre aree, come palestra e palazzetto, restano invece piuttosto stabili nel corso dell’anno”.

Mentre Riverside continua a evolversi, quale direzione immaginate per il futuro del centro?

“Il Comune continua a investire nella struttura con l’obiettivo di ampliare i servizi e migliorare quelli già esistenti. È questo, alla fine, il modo più concreto per far crescere Riverside e continuare a offrire alla comunità spazi e attività all’altezza delle sue esigenze”.

Riverside Leisure Centre rappresenta un esempio concreto di come la tecnologia possa essere integrata in modo equilibrato all’interno di una struttura acquatica pubblica di tale calibro. Non come sostituzione del fattore umano, ma come strumento di supporto a una cultura della sicurezza fatta di presenza, attenzione quotidiana e professionalità.

Un ringraziamento sincero a Oliver Neate per la disponibilità e al team del Riverside Leisure Centre di Chelmsford per il lavoro svolto ogni giorno a servizio della comunità, attraverso una gestione attenta, inclusiva e orientata alla qualità dell’esperienza in acqua.

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