
La sicurezza e la tecnologia sono il nostro core business, ma prima di tutto vengono le persone. Inizia proprio oggi un appuntamento che ci porterà a conoscere chi utilizza ogni giorno la nostra tecnologia nelle installazioni AngelEye.
Partiamo dal comune di Bærum, in Norvegia: un complesso di piscine aperto nell’agosto 2021, composto da una vasca da 50×25 metri con fondo mobile da 0 a 200 cm e da una piscina ricreativa con acqua calda tra i 32 e i 34 gradi, entrambe equipaggiate con il sistema AngelEye LifeGuard.
Emir Taslizda ha 54 ha due figlie di 20 e 14 anni, è originario di Mostar, Jugoslavia. Ha alle spalle una vita da bagnino tra Germania e Norvegia, con una formazione in scienze dello sport e una grande passione calcistica: la Roma.


A più di cinque anni dall’apertura, come ti trovi nel complesso sportivo di Bærum, Emir?
“Mi sento in paradiso. Per uno come me, che ama fare sport, qui non abbiamo solo strutture fantastiche e all’avanguardia per il nuoto, ma anche una serie di servizi ed equipaggiamenti per svolgere esercizi e praticare sport ad alti livelli. Qui mi sento realizzato e posso mettere in pratica ciò che ho studiato nel mio percorso formativo e professionale”.
Parlando di sicurezza, dentro e fuori dall’acqua, potresti descrivere un momento difficile che hai dovuto gestire in piscina?
“Sono stato molto fortunato: finora, e sono più di cinque anni che lavoro come assistente bagnanti, non ho incontrato situazioni particolarmente difficili da gestire. Questo vale sia per la sicurezza in acqua sia per la gestione delle persone fuori dall’acqua: non ci sono state situazioni critiche.
Soprattutto per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, non mi sono mai trovato in situazioni di pericolo nella gestione dei clienti. Forse anche per il fatto che sono particolarmente alto e preparato fisicamente, o semplicemente per una questione di fortuna”.
Dall’inizio della pandemia, piccoli e grandi complessi sportivi in tutto il mondo hanno dovuto gestire nuovi e stringenti protocolli di sicurezza e regolamentazioni complesse. Qual è stata la tua esperienza, e quella dei tuoi colleghi, a Bærum?
“Bærum è stata aperta da aprile ad agosto 2021 solo per gli allenamenti della nazionale olimpica norvegese e per le scuole; poi, da agosto 2021, abbiamo aperto al pubblico. Nonostante le restrizioni dovute alla pandemia, non ci sono stati particolari disguidi: sia perché ci siamo organizzati molto bene con protocolli applicabili e snelli, sia perché abbiamo utilizzato la tecnologia per gestire le restrizioni. Ad esempio, con AngelEye SafeGuard possiamo gestire la capienza massima consentita nelle piscine, ricevendo in tempo reale un allarme quando ci sono troppe persone in vasca. Questo è stato di grande aiuto per l’attività di noi bagnini”.
A proposito, puoi darci il tuo punto di vista su come la tecnologia supporti la sicurezza e su come sia cambiata la tua giornata lavorativa rispetto al passato?
“La tecnologia alleggerisce la nostra attività. Ad esempio, con il sistema AngelEye LifeGuard, installato nelle nostre due piscine con 32 videocamere subacquee nella piscina più grande e 4 in quella più piccola, possiamo contare su un ulteriore livello di sicurezza senza dover stazionare in un punto fisso. Grazie ai nostri orologi possiamo muoverci liberamente lungo il perimetro delle piscine.
Devo anche essere sincero: all’inizio ero molto scettico rispetto a questo sistema di rilevazione annegamenti, ma con il tempo, utilizzandolo, mi sono reso conto che mi sento più sicuro quando, a inizio turno, indosso il mio orologio e prendo servizio”.

Grazie, Emir, per aver condiviso il tuo punto di vista. Ti auguriamo di continuare a vivere la sicurezza in prima linea, ogni giorno.


